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Adunanza straordinaria del 16 Agosto 1920

L’anno millenovecentoventi e questo dì 16 agosto alle ore ventuno e trenta, debitamente invitati nella propria sede sociale si sono riuniti in adunanza generale straordinaria i soci della Cooperativa Casa del Popolo di Sesto Fiorentino, per trattare in merito al seguente ordine del giorno: Lettura del verbale dell’adunanza precedente; provvedimenti da prendere a favore degli operai ceramisti scioperanti; comunicazioni.

Sono presenti circa 250 soci, per cui alle ore 22 il presidente dichiara aperta l’adunanza invitando l’assemblea ad eleggere il presidente per dirigere la discussione come prescrive l’articolo 39 dello Statuto Sociale. Per acclamazione viene nominato il socio Conti Adalindo che invita il segretario a dare lettura del  verbale della seduta precedente. Finita tale lettura il presidente la mette all’approvazione che viene fatta all’unanimità senza alcuna osservazione.

Il presidente Ceccherini comunica che di fronte allo sciopero dei Ceramisti a tutti noto, il Consiglio della Casa del Popolo ha stabilito di concorrere per l’aiuto da dare a questi lavoratori, con la somma di Lire Cinquemila; avendo poi la Lega Ceramisti domandato un’imprestito a tutte le Cooperative, con l’impegno di restituirlo quando tale categoria avrà ripreso il lavoro, a poco per volta, il consiglio ha deliberato di convocare l’assemblea per deliberare in merito a fare stabilire da essa la somma da imprestare, facendo rilevare che il Consiglio stesso ha accolto all’unanimità favorevolmente tale domanda. 

Il socio Parenti Lionello domanda di parlare per una pregiudiziale; egli dice che il Consiglio poteva fare a meno di venire all’assemblea, e senza discussione proporre di dar mandato al Consiglio stesso aiutare nel più largo senso i ceramisti scioperanti, sia con prestito che con elargizione. Il segretario Nannucci fa rilevare al Parenti che il Consiglio ha creduto opportuno convocare l’assemblea oltre che per una regolarità, per potere più liberamente agire senza assumere una responsabilità che può essere evitata, sicuro che l’assemblea sarebbe stata favorevole per aiutare nella più larga misura questi scioperanti.

Replica ancora Parenti e viene iniziata una discussione alla quale prendono parte Nannini, Ceccherini, Biagiotti, Quercioli, Nicoletti ed altri; alla fine di questa il presidente mette ai voti per l’approvazione la proposta Parenti che è per dare pieno mandato al consiglio di aiutare gli operai ceramisti scioperanti nella più larga misura. Tale proposta è approvata all’unanimità.

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