Adunanza Generale del 26 luglio 1903
Convocata per questo giorno l’Assemblea Generale fra i Soci sotto la Presidenza di Giovanni Anichini intervengono
[lista dei soci]
Riconosciuto il numero legale il Presidente dichiara aperta l’Adunanza.
Prima d’incominciare la discussione degli affari posti all’ordine del giorno invita i presenti alla calma ad adoperarsi ciascuno dal canto proprio perché l’Adunanza proceda regolarmente e possa ciascuno svolgere con tutta libertà le sue principali proposte ed esprimere le proprie opinioni.
Fa voti che non si abbiano a verificare i disordini che si sono verificati altre volte ed avverte che ciò succedendo sospenderà l’Adunanza per 5 minuti sciogliendola poi senz’altro se continueranno i tumulti.
Avverte pure che accorderà la parola soltanto per turno a coloro che primi l’avranno chiesta ed invita i Soci a presentare le loro osservazioni solo quando l’oratore precedente abbia terminato di parlare.
Dopo di questo passa alla discussione del primo articolo posto all’ordine del giorno:
“Lettura ed approvazione del Verbale dell’Adunanza precedente”
Il che vien fatto e non essendoci alcuno che faccia osservazioni il Verbale stesso è approvato all’unanimità.
Il socio Gustavo Checcucci, chiesta ed ottenuta la parola, propone che il Libro dei Verbali dell’Adunanze Generali sia tenuto ostensibile a tutti nella Sala della Società, per un periodo di almeno 15 giorni.
Il Presidente fa osservare che ciò potrebbe dar luogo a qualche serio inconveniente per la scrupolosa conservazione necessaria al libro suddetto e proporrebbe invece che venisse esibito soltanto a coloro che ne faranno particolare domanda. E l’assemblea riconoscendo giusta l’osservazione, approva la proposta Checcucci modificata come sopra.
Il Socio Migliori domanda la parola perché venga approvato un voto di biasimo contro il Consiglio avendo saputo che alcuni membri del medesimo si sono recati a Firenze nell’occasione della venuta dei Sovrani pel ricevimento in loro onore. Vorrebbe anzi che fosse fatto il nome di questi Consiglieri. Manetti si associa.
Il Presidente risponde che in nessuna adunanza del Consiglio è stato deciso l’intervento ufficiale al ricevimento ma che avendo ciascuno piena libertà di azione può sempre recarsi dove più gli aggrada. Appunto per questo anche egli è stato a Firenze in quella occasione ma ripete non in forma ufficiale né come rappresentante della Società Operaia.
Migliori vorrebbe che fosse inserito un avviso sui giornali per smentire l’altra notizia, ma il Presidente ripetendo quanto ha già detto dichiara inaccettabile il voto di biasimo e la proposta di Migliori.
E si passa al 2 articolo:
“Lettura ed approvazione del Conto Consuntivo 1902-1903”
Il Consigliere Franchi Amedeo invitato dal Presidente enumera i diversi titoli del bilancio illustrandoli chiaramente ed esponendo i risultati finali.
Entrata | ₤ 5791.33 |
Uscita | ₤ 5734.18 |
Avanzo | ₤ 57.15 |
Capitale sociale al 30 Giugno £ 35444.58.
Il Socio Del Re fa osservare che trova esagerata la spesa pel calo delle torce occorse al trasporto dei Soci defunti, ed invita il Consiglio ad esser più limitato.
Il Presidente risponde che può benissimo esservi per questa spesa qualche cosa più di quanto rigorosamente potrebbe spendersi ma ciò dipende dalla poca cura che hanno delle torce stessa gl’incaricati di portarle, cosa del resto indipendente dal Consiglio Direttivo. Nondimeno terrà conto della raccomandazione fatta da Del Re e troverà il modo di avere anche per questa spesa la massima economia.
Dopo di questo e non essendoci altre osservazioni in proposito, l’Assemblea approva il resoconto alla unanimità.
Migliori domanda di nuovo la parola trovando ingiustificato il pagamento del sussidio al Socio Falchini di Mercatale, dicendo che la malattia da cui fu affetto ebbe per causa l’abuso di alcool.
Il consiglio però espone chiaramente come si svolsero le cose. Fa notare che la sovvenzione giornaliera fu accordata solo dopo esplicate tutte le formalità necessarie. Che si tenne anzi per quell’occasione un eccessivo rigore tanto che ebbe luogo una vivace polemica collo stesso medico curante del Falchini il quale esibì insieme al suo, il certificato di un professore fiorentino.
Il socio Gustavo Checcucci propone di farlo visitare ancora ad un altro Sanitario. Il Consigliere Gori però fa osservare che anche il 3° certificato non dissentirebbe affatto dai precedenti perché nessun medico si esprimerebbe contrariamente ad un altro.
Il Socio Zei propone invece di dar facoltà ed incarico al Consiglio Direttivo di studiare seriamente l’affare Falchini, per riferirne a tempo opportuno.
Il Presidente risponde ancora che non può farsi più di quello che sia già stato fatto e che il pagamento del sussidio fu regolarmente giustificato dalla natura della malattia.
Migliori insiste nelle sue dichiarazioni avvertendo che in questo caso può giudicare meglio dei sanitari perché da molto tempo fa studi speciali sull’alcolismo.
Il Presidente replica che non può che rigettare la protesta Migliori. Assicura però che anche per l’anemia i certificati medici saranno esaminati col più scrupoloso rigore.
E si passa all’Articolo 3°:
“Stanziamento della somma per i malati cronici”
Il Consiglio esprime il suo parere in proposito dicendo che trova necessario anche per questo anno di approvare la stessa somma dell’anno scorso cioè 2100 lire. E dopo alcune spiegazioni in proposito la somma suddetta è approvata.
Il Socio Migliori presenta una proposta per la quale non dovrebbesi accordare un nuovo sussidio, prima che siano trascorsi almeno 6 mesi, al socio che abbia già percepito i 90 giorni ammessi dal Regolamento.
Alcuni Soci però sollevano obiezioni a questo proposito ed il Presidente propone che si lasci facoltà al Consiglio di studiare tale modificazione abbastanza importante.
Questo pure è approvato.
Bacci Cassiano esprime la sua opinione contraria a che vengano eletti nel Consiglio quei Soci che non abbiano almeno 6 mesi di vita nel sodalizio e propone che di qui in avanti lo statuto porti chiaramente espressa questa condizione.
Il Presidente accetta la proposta e messala ai voti viene approvata. Si passa quindi alla lettura del reclamo presentato dal Matteuzzi Cassiano e Lumachi Rosa ai quali il Consiglio ha creduto di respingere la domanda di ammissione nel ruolo di cronici. Spiega il perché del rifiuto e poiché i suddetti domandano di sentire il parere della Assemblea Generale mette ai voti per scrutinio segreto le due domande. Nomina scrutatori i Soci Grassini e Migliori.
L’Assemblea approva separatamente a maggioranza di voti i 2 ricorsi e così i soci suddetti Matteussi Cassiano e Lumachi Rosa sono ammessi nel ruolo di cronici a datare al 1° Luglio 1903.
Dopo di questo il Presidente legge un altro reclamo fatto all’Assemblea da Nencioni Angiolo al quale il Consiglio Direttivo ha negata l’iscrizione a socio perché d’imperfetta costituzione fisica e spiega come sia intendimento del Consiglio di attenersi scrupolosamente al Regolamento. Lamenta anche che pel passato si sia tenuto un sistema tanto differente in seguito al quale si sono ammessi nella nostra Società individui che si trovavano in condizioni non volute dal Regolamento. Fa notare che per questa volta il Consiglio accorderà in via speciale che il reclamo Nencini venga discusso dall’Assemblea a novelle che oggi stesso fosse ammesso un voto pel quale è fatta formale inibizione al Consiglio stesso di ammettere come Soci quegli individui che non abbiamo i requisiti voluti dallo Statuto, facciano o no dichiarazioni in proposito.
Alcuni presenti non credono che l’Assemblea possa pronunziarsi a questo riguardo, e propongono invece di lasciare al Consiglio anche lo studio di tale questione. Tale proposta è pure approvata all’unanimità.
Si passa quindi alla votazione sempre per scrutinio segreto della domanda Nencioni. La questione è approvata a maggioranza.
E siamo così all’ultimo articolo dell’ordine del giorno.
“Protesta di alcuni Soci sulla legalità delle ultime elezioni per negata concessione del Ruolo dei Soci stessi”
Miglior come primo firmatario spiega il perché della protesta e vorrebbe che l’Assemblea dichiarasse nulla la nomina del Consiglio attuale per motivo suddetto.
Il Presidente espone lungamente e chiaramente come tale domanda sia affatto fuori di luogo e non abbia alcuna ragione di esistere dal momento che il Presidente Parenti non fece che seguire le antiche consuetudini negando a tutti indistintamente di servirsi del Ruolo fuori delle ore prescritte. Del resto anche per le elezioni amministrative vien tenuto lo stesso sistema tenuto da lui.
Fa notare come i reclamanti si siano appellati ad un articolo che riguarda le riscossioni e non le elezioni le quali invece procederanno con tutta regolarità.
A questo punto nasce una vivacissima discussione e il Presidente avverte che sospende l’Adunanza per 5 minuti.
Migliori insiste nelle sue dichiarazioni e propone che venga messa ai voti la protesta. Molti invece la respingono e propongono che per le elezioni avvenire il Ruolo dei Soci debba essere affisso pubblicamente. L’assemblea approva.
Il Socio Migliori solleva allora la questione del numero dei voti, dicendo esser poco decoroso per un consiglio l’accettazione delle cariche quando riporti solo 24 voti di maggioranza.
Il Presidente e con esso molto soci protestano contro le ingiustificate ed inopportune proteste del Socio Migliori. L’Assemblea degenera un vero tumulto.
Il Cassiere Lumachi trova anch’egli come sia vergognoso il servirsi di pretesti ed insinuazioni per gettare la discordia nella nostra Associazione e sdegnato di questo modo di precedere rassegna fino da questo momento le sue dimissioni da Cassiere e da Socio. L’Assemblea respinge unanime tali dimissioni.
E continuando ancora i tumulti il Presidente scioglie l’Adunanza.