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Adunanza generale straordinaria del giorno 30 maggio 1915

Coi seguenti Ordini del Giorno

Comunicazioni

Sono presenti n. 87 Soci come da nota in atti. 

Constatato quindi dal Presidente Sig. Bernardi Alberto il numero legale degli intervenuti valido per le deliberazioni, dichiara aperta l’adunanza.

Viene data lettura al Verbale della precedente adunanza e viene approvato ad unanimità, come pure, dietro volontà del Presidente vengono letti il verbale dei due consigli precedenti cioè del 23 e 24 Maggio u.s. per il qual significato vengono fatte vive lodi ai sigg. Bernardi Alberto e Dott Michele Gori, che seppero studiare un mezzo di sollievo per famiglie dei nostri soci oggi militari le quali essendo essendo venute a mancare del maggior sostegno dovevano del tutto lottare con gli stenti e la miseria. 

Eccoci dunque all’Ordine del Giorno.

Il presidente espone che come letto in questo ultimo verbale consiliare, è stato deliberato dal Consiglio Direttivo di interpellare l’Assemblea Generale per il provvedimento da prendersi circa al sussidio da elargirsi a beneficio delle famiglie dei nostri soci chiamati al servizio militare. 

I° Domanda se prima di tutto la assemblea accordi questa deliberazione e dal resultato ottenuto si constata la unanimità;

II° Se la somma giornaliera del sussidio deliberata dal Consiglio Direttivo ed equivalente a L. 0,90 sia dall’Assemblea riconosciuto sufficiente ed anche da questo resultato e senza discussione si constata la unanimità;

III° Se il sussidio giornaliero stanziato possa essere corrisposto a qualunque socio richiamato, senza distinzione di condizioni finanziarie: come pure a quei soci che ferrovieri od altri appartenenti alle dipendenze dello Stato, non prestino servizio militare.

Il Socio Lumachi, propone che essendo i doveri tutti eguali, venga senza distinzione alcuna passato il detto sussidio a qualunque Socio.

Il Socio Mecatti Alfredo domanda la parola: che gli viene concessa.

Contrario in parte alla proposta Lumachi, dichiarando che approva il sussidio venga passato anche a quei soci non bisognosi, poiché la delicatezza loro permetterà con certezza di rilasciare il sussidio a beneficio della Società: ma non riconosce giusto che detto sussidio venga retribuito a quei soci, quali i ferrovieri, che senza nessun sacrificio del consueto ritirano il loro stesso stipendio. 

Dopo varia discussione si associano alla dichiarazione Mecatti i soci Migliorini Ferdinando e Checcucci Gustavo, per cui messe ai voti le due proposte viene a resultare quanto segue: 

Che il sussidio elargito dalla nostra Società venga rilasciato a tutti i soci richiamati, all’eccetto di quelli che, essendo alle dipendenze dello Stato, quali i ferrovieri percepiscono la loro paga normale. 

Viene pure approvato che il sussidio stanziato decorerrà dal giorno in cui il Socio richiamato dovrà presentarsi al distretto ed affinché tale deliberazione possa giungere a conoscenza di tutti i soci verrà indicato in apposito manifesti, affisso alla sede sociale. 

La durata della distribuzione di questo sussidio viene stabilito di due mesi, dopo i quali verranno presi in merito, in caso di bisogno gli ulteriori provvedimenti.

Il Presidente tiene a dichiarare che sarebbe lieto di una ufficiale approvazione dell’assemblea circa la quota di Lire duecento stanziate a beneficio del Comitato Pro Famiglie richiamati che viene approvata ad unanimità senza discussione alcuna. Il Socio Mazzotti, venutagli concessa la parola, chiede che la nostra Società per prima faccia un voto al Governo affinché si propaghi che ai militari venga concessa la franchigia, onde diminuire ancora il disagio delle proprie famiglie.

Il Presidente associandosi alla proposta Mazzotti promette che adoprerà la sua sollecitudine e la buona volontà. 

Dopo di che l’adunanza è sciolta.