All’inizio del 1970, la crisi economica già si faceva sentire, l’euforia del boom era già passata. In particolare si registrava un’inflazione annua a due cifre con un forte e continuo un sensibile aumento dei prezzi al dettaglio e già era nell’aria la riforma del sistema tributario che successivamente avrebbe introdotto, fra i vari provvedimenti, anche l’IVA. La lotta al carovita è sempre stata al centro delle scelte del movimento cooperativo, ma nel 1970 e negli anni immediatamente successivi diventa particolarmente dura coinvolgendo tutti i settori del movimento cooperativo e sindacale. (…) Dal 9 al 21 novembre 1970 viene lanciata la campagna nazionale dimostrativa sull’alto costo della carne bovina anche a sostegno di un ordine del giorno presentato in parlamento con volantini distribuiti nei punti vendita. L’entrata in vigore dell’Iva il 1° gennaio del 1973 indusse il movimento cooperativo a organizzare una grande manifestazione nazionale il 27 gennaio, per lo sviluppo della cooperazione, per un rilancio dell’economia fondato sulle riforme, a cui parteciparono 80.000 cooperatori. Nel Bollettino dell’Unicoop Firenze, da cui è tratta la citazione, si spiegano le ragioni: il governo di centro destra va affermando che ogni aumento dei prezzi in corrispondenza dell’entrata in vigore dell’I.V.A. è da considerarsi “ingiustificato” e quindi di natura speculativa (…) indicando con ciò il dettagliante quale massimo responsabile degli aumenti dei prezzi (…) col preciso intento di coprire non solo le responsabilità del governo, ma anche quelle ancor più gravi degli industriali e degli speculatori (…) i quali cercano di trarne il maggior profitto. Ed è in questa fase storica che il 25 luglio del 1973 si formalizza la fusione fra l’Unicoop di Empoli e l’Unicoop Firenze dando luogo a un soggetto economico sempre più forte e strutturato, oltre che diffuso capillarmente sul territorio.