Così recitava uno dei più celebri slogan del Sessantotto, termine con cui si indica genericamente il movimento di studenti e operai che esplose alla fine degli anni Sessanta del Novecento nelle università, nelle scuole, nelle fabbriche e nelle piazze, contestando i valori tradizionali e le istituzioni.In Italia la diffusione del movimento giovanile fu per molti versi prodotta dal fallimento dei progetti riformistici messi in atto dai governi di centrosinistra. Il sistema scolastico italiano e quello universitario, inoltre, erano molto arretrati e inadatti a una società in rapida evoluzione. Infine, chiusosi ormai il ‘miracolo economico’, molti giovani operai del Sud, immigrati nelle grandi città del Nord, vivevano in condizioni di grave disagio. Si innescò, in tale contesto, un’ondata di contestazione politica e sociale, prevalentemente operaia e studentesca.