Il periodo più buio per la storia di questo paese lo è stato anche per la Cooperativa di Consumo di Sesto Fiorentino, che durante il ventennio fascista venne snaturata e umiliata, sottoposta a una mutazione genetica forzosa cui riuscì a sopravvivere solo grazie alla solidità delle sue radici. I verbali d’assemblea relativi a quel periodo meriterebbero uno studio a sé, dedicato alla distruzione sistematica di un’esperienza sociale e alle imbarazzanti retoriche usate dal regime. (…) Per capire quale sia l’atmosfera dell’epoca, si può leggere il verbale d’assemblea del (…) 15 settembre 1928. Un passaggio informa di quanto segue: Ricorrendo il compleanno di S. A. Reale il Principe ereditario, il socio Biagiotti Carlo invita tutti i presenti a lanciare in aria un potente alalà in segno di fede e devozione al futuro erede al Trono Sabaudo – all’unanimità si alzano in piedi e rispondono all’invito del socio Biagiotti Carlo con ripetute grida di alalà. A partire dall’assemblea annuale del 1934, al numero dell’anno in corso viene aggiunto in cifre quello che si conteggia dall’inizio dell’era fascista. E in occasione dell’assemblea straordinaria del 5 settembre 1936 (XIV) (…): Il Presidente della società Sig. Bottari [Ignazio] espone dettagliatamente la situazione finanziaria della società alla data 30 giugno 1936 XIV. Critica e smentisce le dicerie corse in paese sulla allarmante situazione della società che invece è in realtà solidissima. Il verbale d’assemblea del 20 marzo 1938 contiene un picco di retorica tronfia, difficile da replicare: il Commissario governativo espone con lucida sintesi l’evoluzione della Cooperativa dalle precarie condizioni, in cui egli la trovò al momento della di lui presa di possesso, a quelle attuali assai solide e suscettibili di ulteriori miglioramenti. Si prova a spacciare l’esistenza di ottimi risultati gestionali che in realtà non esistono, intanto che la Cooperativa viene spogliata dei suoi beni.