Nel 1914 l’Europa è attraversata da venti di guerra, alimentati dalla corsa agli armamenti e dalle generali mire espansionistiche. Con lo scoppio del conflitto, l’Italia opta per rompere l’alleanza con Austria e Germania e si schiera con Francia e Inghilterra. Politicamente, l’Italia arriva alla guerra profondamente divisa: a un interventismo variegato per forme ed estrazione (a quello, maggioritario, dei nazionalisti e monarchici, si affianca quello democratico-repubblicano e di minoranze anarchiche e socialiste rifromiste) si contrappone un movimento non interventista e pacifista di cui si fanno interpreti i socialisti.