Tra i principi fondamentali, la nuova Carta sancisce il primato del lavoro, l’instaurarsi di una democrazia estesa e il ripudio della guerra. L’unità delle forza antifasciste viene però rotta dalle contingenze politiche internazionali: con i primi vagiti di guerra fredda tra blocco occidentale e sovietico, socialisti e comunisti vengono esclusi dal governo e vanno all’opposizione. Alla rottura dell’unità politica segue anche quella dell’unità sindacale: si inaugura un periodo di progressiva polarizzazione tra i partiti del cosiddetto arco costituzionale e in particolare tra il Partito Comunista Italiano e la Democrazia Cristiana. Comunisti e socialisti, all’opposizione in Parlamento, riescono però a fare importanti passi in avanti nella loro presenza territoriale e nel loro radicamento nelle organizzazioni economiche, sociali e culturali (cooperative, circoli, etc.) del movimento operaio italiano.