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Boom
economico

Dopo una breve parentesi di unità nazionale, sono i governi a guida DC a inaugurare la stagione della ricostruzione economica, che avviene grazie a diversi fattori, tra cui gli aiuti internazionali dell’ONU e un piano di aiuti economici e finanziari messo in atto dagli Stati Uniti per sostenere la ripresa europea, conosciuto come Piano Marshall che è anche una formidabile opera di propaganda a favore del sistema capitalistico americano e di contrasto verso il blocco socialista. Il “boom economico”, realizzatosi tra il 1958 e il 1963, trasforma in maniera definitiva il volto sociale e strutturale dell’Italia che, come altri paesi europei, conosce una fase di industrializzazione e crescita dei livelli produttivi, resa possibile da una serie di congiunture esterne interne come la generale ripresa dell’economia mondiale, la creazione del Mercato comune europeo (1957), il basso costo della manodopera e delle materie prime e la costruzione di infrastrutture volute dai governi centristi (nel 1959 è inaugurato il primo tratto dell’Autostrada del Sole). 

La crescita si traduce in un innalzamento generalizzato, anche se non uniforme, del livello di benessere della popolazione, testimoniato tra le altre cose dalla diffusione di beni di consumo di massa, quali automobili, elettrodomestici e dalla nascita dell’industria del tempo libero. E’ anche un periodo di forti mutamenti sociali e antropologici: si registrano enormi spostamenti di popolazione verso le città (esodo dalle campagne) e un fenomeno di migrazione dal meridione ai centri industriali del nord che cambia l’assetto demografico del Paese. La televisione, nata nel 1954, è l’elettrodomestico simbolo di questi anni, nonché quello che più di tutti favorisce la diffusione di consumi di massa e l’unificazione culturale del paese.